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Barman Italiano Trionfa al 12 Trofeo Internazionale ”Calvados Nouvelle Vougue”

Maggio 15, 2008 · No Comments

Samuele Ambrosi si è recentemente imposto nella categoria “Barman Professionisti” del 12° Trofeo Internazionale “Calvados Nouvelle Vogue”, svoltosi a Deauville, in Normandia.

l barman italiano Samuele Ambrosi si è recentemente imposto nella categoria “Barman Professionisti” del 12° Trofeo Internazionale “Calvados Nouvelle Vogue”, svoltosi a Deauville, in Normandia. Questo concorso, che ha visto aderire all’edizione di quest’anno 73 partecipanti di 13 Paesi diversi, ha fin dalla sua nascita l’obiettivo istituzionale di promuovere l’utilizzo nel bere miscelato del Calvados (la storica, pregiata acquavite normanna ottenuta dalla lavorazione delle mele locali).

Samuele Ambrosi, che presta servizio presso il bar “Sporting” di Caorle (Venezia), ha trionfato nella categoria più importante del Trofeo, quella riservata ai “Barman Professionisti”; la sua ricetta vincente, chiamata Sous le Soleil de Normandie, è così composta:

3,5 cl. di Calvados;
1,5 cl. di Aperol;
2 cl. di purea di lampone;
6 cl. di succo fresco d’ananas;
2 cl. di Grand Marnier;
elaborazione con lo shaker.

Nelle altre due categorie internazionali del Trofeo, quella “Allievi Barman” e quella “Giornalisti” (anche la stampa si è cimentata al bancone!), hanno conseguito il primo posto, rispettivamente, la norvegese Silje Takle, con il cocktail Eng – Ler, e il francese Gérard Houdou, con il cocktail Tentation.

Per l’Italia, quello di Deauville è un altro riconoscimento professionale molto prestigioso a livello mondiale; è inoltre uno stimolo puntuale e creativo per sviluppare l’utilizzo in miscelazione del Calvados, il distillato di mele A.O.C. (Appellation d’Origine Contrôlée) che nel nostro Paese ha ancora una diffusione limitata, ma che gradualmente continua a crescere da oltre 15 anni.

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Si terrà a morbegno il Prosimo corso di sommelier primo livello

Maggio 14, 2008 · No Comments

La delegazione AIS di Sondrio ha programmato dall’ 8 settembre al 27 ottobre prossimi , per un totale di 15 lezioni, un nuovo corso per sommeliers 1° livello che si svolgerà a Morbegno presso il Wine Bar La Tavernetta, Via Vanoni 64. Il corso si svolgerà in orario serale dalle 21,00 alle 23,00 nelle giornate di lunedì e giovedì

Il corso - indispensabile per gli addetti ai lavori - è aperto anche agli appassionati che vogliono accrescere la propria cultura enogastronomica. Storie di vigne, di tradizioni, di donne e uomini, di cultura millenaria, si nascondono dietro una semplice bottiglia di vino. I sommeliers sono il trait-d’union tra produttore e consumatore, per conoscere ed informarsi su ciò che di buono e di interessante viene posto in commercio, per proporlo ai clienti e agli amici più attenti e preparati, ormai non più disposti alle approssimazioni di un tempo. Essere sommelier significa avere nuove opportunità di lavoro, ma ciò costituisce anche un’occasione da non perdere per iniziare ad accrescere la propria cultura nello splendido ed entusiasmante mondo del vino e per apprendere “l’arte del bere giusto”.

Si ricorda che il 1° livello non è altro che l’inizio di un percorso per diventare sommelier, per imparare a conoscere, degustare, apprezzare e servire al meglio il vino, nel massimo rispetto del prezioso contenuto della bottiglia. Si ricorda che tutte le lezioni sono tenute da relatori specializzati e abilitati. I primi passi iniziano con il vigneto e quindi con la scoperta della viticoltura, i segreti del territorio, del clima, i sistemi di impianto, la personalità dei vitigni. Poi ci si sposta in cantina con tre lezioni di enologia che spaziano dalla produzione del vino alla sua composizione, ai diversi metodi di vinificazione (in bianco, in rosso, in rosato, la macerazione carbonica per i vini novelli), ai vini spumanti e a quelli liquorosi, per poi imparare a riconoscere i difetti, le alterazioni e le malattie, tra cui il principale difetto che può avere un buon vino, quello dell’odore e sapore di tappo. Seguono tre lezioni indispensabili per apprendere la tecnica della degustazione e conoscere il linguaggio comune che assieme ad una metodologia unica consentono di valutare il vino mediante l’analisi sensoriale e la sua descrizione su apposite schede. Successivamente si gettano le basi per una prima conoscenza dei vini e dei vitigni italiani, soprattutto quelli valtellinesi e lombardi. Un’apposita lezione è dedicata alla legislazione vitivinicola per imparare a leggere il significato di quanto sta scritto in una etichetta. Si affrontano poi in due lezioni argomenti di grande attualità e interesse quali quelli relativi alle birre e ai distillati, con relativa analisi sensoriale. Un primo assaggio di quelli che saranno gli argomenti del terzo livello viene fornito con una lezione di enogastronomia, particolarmente dedicata alla tecnica dell’abbinamento cibo-vino ossia l’accostamento del vino più adatto a una determinata preparazione secondo l’esclusiva metodologia messa a punto dall’AIS. Due lezioni (la prima e l’ultima) sono infine riservate alle tecniche di servizio, stappatura della bottiglia e decantazione del prezioso nettare di Bacco, alle temperature di servizio dei diversi vini, alla successione dei vini a tavola, alla organizzazione della cantina. Infine si andrà a visitare una azienda vitivinicola per verificare sul posto le metodologie di produzione e approfondire le basi della tecnica della degustazione. A conclusione del corso una apposita lezione approfondirà gli argomenti trattati mediante la compilazione di un test e l’analisi organolettica di un vino. Si tratta di una autovalutazione (non di un esame) da parte dei corsisti delle proprie conoscenze e abilità acquisite durante il corso. Gli esami veri e propri saranno invece quelli che verranno sostenuti dopo il terzo livello per acquisire il diploma di sommelier e relativa abilitazione alla professione.

La quota di partecipazione è di Euro 450,00 + Euro 110,00 d’iscrizione obbligatoria all’Ais nazionale e all’Ais Lombardia. Ai corsisti del 1° livello verrà fornito un ricco materiale didattico, recentemente rinnovato nei contenuti e nella grafica, consistente in due volumi che trattano le nozioni generali, la tecnica della degustazione, il mondo del sommelier, assieme ad una elegante valigetta coi bicchieri da degustazione e gli strumenti del sommelier. Chi fosse interessato al corso può contattare per informazioni o iscrizioni: Natale Contini (335.5299403 – 0342.215789 natalecontini@libero.it) oppure Alfio Gianoli titolare del Wine Bar La Tavernetta 0342.611007.

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Alcol, la Polstrada triplica i controlli

Maggio 10, 2008 · No Comments

Aumentano sulle strade le verifiche con l’etilometro. E calano le vittime: 101 in meno da ottobre a oggi

Controlli con l’etilometro effettuati dalla polizia stradale (Ansa)

MILANO - Nonostante le carenze d’organico (12 mila agenti per controllare 400 mila km di strade), la Polstrada è riuscita a intensificare i controlli con gli etilometri nell’intento di punire chi si mette al volante con un tasso alcolemico superiore agli 0,50 gr/litro. Nei primi 4 mesi del 2008 ha effettuato 404.349 controlli; nello stesso periodo del 2007 i soffi nel misuratore dell’alcol si fermarono a quota 101.438, l’incremento è quindi del 298,6%.

2 MILIONI DI CONTROLLI - «Certamente un bel risultato- afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, il sodalizio degli agenti della Stradale - specie se si considera che ai controlli della Specialità della Polizia di Stato, andranno poi aggiunti quelli dei carabinieri e delle polizie locali. Calcoli alla mano la sola Polstrada potrebbe arrivare a toccare e superare 1.200.000 verifiche nell’anno. L’obiettivo di 2 milioni di controlli antialcol nel 2008, alla fine, potrebbe essere meno lontano di quel che si pensa. In pratica se nel 2006 le probabilità di controllo per i 35 milioni di patentati italiani erano di una volta ogni 170 anni di possesso patente, nel 2007 si è passati ad una possibilità teorica di verifica ogni 44 anni. Nel 2008 si potrebbe arrivare ad una ipotesi di controllo una volta ogni 17 anni. Insomma, rispetto a due anni fa, le possibilità di soffiare in un etilometro potrebbero aumentare in Italia di ben 10 volte: con tante vittime della strada in meno in meno».

LA TABELLA: i controli e il calo degli incidenti

LA CONFISCA DELLE PATENTI - All’Asaps si sostiene che si potrebbe fare ancora meglio. «Si potrebbe e lo si dovrà fare con un ulteriore incremento delle verifiche alcolemiche - dice Biserni -, fino ad arrivare ai 5-6 milioni di controlli l’anno come in altri paesi Ue, produttori di alcol come noi, ma più attenti di noi alla tutela della vita. Forte potrebbe essere anche il contributo della previsione della confisca delle auto ai conducenti che superano il valore di 1,5 g/l, se approvata dal legislatore. Ai controlli devono seguire condanne senza sconti. «Troppo spesso – sostiene Biserni - conducenti ubriachi in attesa del giudizio del tribunale riottengono la patente dal giudice di pace che sospende il provvedimento del prefetto. In attesa di un processo, che non si sa quando si farà, soggetti che possono essere rischiosi continuano a guidare. Per questo auspichiamo che i colpevoli di guida in stato di ebbrezza da alcol o sostanze vengano processati con rito immediato, in modo da evitare che le patenti, in pendenza di giudizio, possano essere restituite anche a persone sorprese alla guida con 2 g/l di alcol nel sangue».


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// * fine parte modificabile * //

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LE VITTIME - L’osservatorio Asaps/il Centauro, ha contato dal 3 ottobre 2007 (quando è entrata in vigore la legge 160) a tutto aprile 2008, ben 171 vittime in meno nei soli fine settimana. Fra i giovani sotto i 30 anni i morti in meno sono stati 101, un calo che sfiora il 25%.

Nestore Morosini

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Ais, ecco il primo gruppo di sommelier made in Cilento e Vallo di Diano

Maggio 6, 2008 · No Comments

( 3-mag-08 ) - È nata da poco meno di due anni ma nei giorni scorsi ha già varato il primo gruppo di sommelier, che hanno superato l’esame di qualificazione professionale dopo aver frequentato i tre livelli del corso, tra le due sedi di Agropoli e Policastro.

A guidare la neonata delegazione del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e a dirigere i percorsi formativi che sono tuttora in svolgimento a Capaccio Paestum è Maria Sarnataro, punto di riferimento della cultura del vino per l’area a sud di Salerno, un territorio ricco di realtà dinamiche e di aziende che si stanno imponendo per la crescente qualità delle proprie bottiglie.

L’Ais o Associazione italiana sommelier, fondata a Milano nel 1965 e con il riconoscimento giuridico nel 1973, rappresenta il più autorevole organismo di formazione italiano per il sommelier che opera nel mondo della ristorazione ma costituisce anche un elemento trainante del movimento enogastronomico italiano, diffondendo la cultura del vino in modo competente e approfondito. Il duplice percorso ha contribuito, in oltre 40 anni di attività, a valorizzare l’immagine del vino italiano e a rivalutare la professione del sommelier fino a poco tempo da inesistente in Italia.

Negli ultimi due anni la sezione territoriale Campania si è arricchita di una nuova e vitale presenza con la delegazione dell’area protetta del Cilento e Vallo di Diano che, dopo il primo successo, ora punta ad ampliare il numero di soci e a formare presto altri sommelier, curando nello stesso tempo anche l’aspetto delle visite in azienda, delle degustazioni guidate, dei seminari a tema e degli incontri di presentazione delle più interessanti novità enologiche.

Per informazioni: dott.ssa Maria Sarnataro, tel. 338-9296146.

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Corso per barman, promosso da Ascom Cremona

Maggio 1, 2008 · No Comments

10 lezioni dal 19 al 30 maggio 2008

L’attuale scenario economico, caratterizzato da forte concorrenza e sempre minor propensione al consumo, vede affermarsi, anche nel settore dei pubblici esercizi, i valori competitivi della preparazione e della professionalità. Confermando attenzione alle esigenze della formazione continua e del costante aggiornamento il Gruppo dei Pubblici Esercizi e l’Associazione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della Provincia di Cremona promuovono, dal 19 al 30 maggio 2008, un corso per Barman. La partecipazione è aperta a quanti, per ragioni lavorative oppure per diletto, vogliano avvicinarsi o già esercitino la professione. In 10 lezioni serali, teoriche e pratiche, dalle 19.30 alle 23.30, si potranno, infatti, acquisire competenze estese dalla conoscenza delle attrezzature alla mise en place, dalla preparazione di aperitivi, cocktails e long drink fino alla somministrazione di bibite e birra, vini, spumanti e champagne, distillati e liquori. Ed ancora saranno svelati tutti i preziosi segreti della caffetteria e le profumate alchimie dei cocktail di tendenza. Gli incontri si terranno nella Sala Barman, appositamente attrezzata per ospitare corsi destinati alla formazione professionale, presso la sede dell’ASCOM, in via Manzoni 2, a Cremona.

Per informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere all’ufficio segreteriadell’Associazione (referente Matteo Ramella, tel. 0372/567611) oppure, attraverso internet, consultare l’indirizzo web www.ascomcremona.it.

Associazione
del Commercio, del Turismo e dei Servizi
della Provincia di Cremona

Palazzo Vidoni
Via Manzoni, 2 – 26100 Cremona
Tel. 0372/567611 Fax 0372/567630

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Giro del Mondo in una tazza di caffè

Aprile 22, 2008 · No Comments

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GASTRONOMIA | Ischia – Quando l’accoglienza si fa arte: è la filosofia che ispira ogni scelta del Terme Manzi Hotel & Spa di Ischia. Anche solo per un caffè. Nei tre bar del lussuoso albergo, in qualsiasi momento della giornata, chiedere un caffè equivale a partire per un viaggio verso terre lontane: Brasile, India, Haiti, Santo Domingo. Il barman suggerisce il cru più adatto al momento, perchè ogni ora della giornata ha la sua miscela. , Santos Montecarmelo Santo Domingo Pacadulce Doce Selecto evocano suggestioni lontane, aromi e sensazioni olfattive da mille e una notte. Ma il menù prevede circa dieci cru. Le miscele provengono dal Laboratorio di Torrefazione Giamaica Caffè di Verona, che sceglie solo il meglio nel paese di origine, senza intermediari. I barman del Terme Manzi provvedono alla preparazione e al servizio, naturalmente impeccabile. Il caffè viene servito in tazza di porcellana con accanto il biglietto che racconta provenienza e caratteristica della miscela.

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L’Aibes Campania festeggia il terzo anniversario

Aprile 21, 2008 · No Comments

NAPOLI. Giovedì sera è stato festeggiato il terzo anniversario della Sede Regionale Aibes Campania. Alla festa organizzata dal Fiduciario Francesco Reder sono intervenuti moltissimi Soci della Sezione, alcuni Capi Area di Aziende Sostenitrici Aibes. (Associazione italiana barman e sostenitori) ed alcuni rappresentanti della stampa. <!–

Un aperitivo e un ricco buffet, con piatti caldi e freddi della buona tradizione campana, hanno deliziato il palato dei numerosi presenti. Il Socio che è rappresentato nella foto è il Barman Filippo Balletta, che ha preparato una succulenta “pasta e fagioli napoletana” e un buon piatto tipico partenopeo: salsicce e friarielli. Ha contribuito ad allietare la serata il Socio Capobarman Luigi Atripaldi accompagnato dalla sua chitarra e dai cori dei Soci Sezione. Nella sede si organizzano master, degustazioni guidate, riunioni di sezione, corsi Aibes, esami di ammissione all’Aibes, e tutte le attività sezionali. È il luogo d’incontro dei Soci. All’interno della Sede vi è anche una ben fornita Biblioteca.





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Caffè, quanti effetti positivi sulla salute!

Aprile 17, 2008 · No Comments

Elevato potere antiossidante grazie al contenuto degli acidi clorogenici, azione protettiva nei confronti dello sviluppo del diabete di tipo 2 e del morbo di Parkinson, rallentamento del naturale declino cerebrale nelle persone anziane, nessun effetto sfavorevole sul rischio cardiovascolare: sono queste le principali novità legate al consumo di caffè che emergono dai più recenti studi scientifici internazionali. Lo sostiene la NFI, Nutrition Foundation of Italy.

Il caffè rappresenta una delle bevande più bevute al mondo, con un consumo che, seppur molto variabile da paese a paese in quantità e modalità, oscilla tra i 12 kg pro capite annui della Finlandia ai circa 2 kg del Regno Unito e la Repubblica Ceca. L’Italia registra mediamente un consumo di caffè di 6 kg/annui a persona (fonte: International Coffee Organization). Nonostante questi dati però, c’è ancora oggi scarsa conoscenza sulle proprietà nutrizionali del caffè, e spesso l’attenzione del pubblico resta focalizzata esclusivamente sulla caffeina ed i suoi effetti sull’organismo. Dati di un’indagine condotta a livello europeo, infatti, mostrano che più dell’80 per cento del campione non è a conoscenza degli elementi nutrizionali contenuti nella bevanda (fonte: GKF, gennaio 2007).

Il caffè è in realtà una delle fonti dietetiche più abbondanti in antiossidanti naturali, quelle molecole che rallentano o prevengono i danni da radicali liberi. Gli acidi clorogenici sono i principali composti ad azione antiossidante contenuti nel caffè e senz’altro i più potenti. Analizzati prima della torrefazione del chicco, risultano essere molto numerosi e di struttura diversa; i diversi processi di lavorazione, la temperatura, la macinazione ne riducono la presenza anche fino al 90 per cento ma in ogni caso è possibile affermare che 100 ml contengono circa 250 mg di acidi clorogenici, una quantità rilevante.

“Consumato in dosi moderate e con costanza quotidiana, il caffè ha dimostrato di essere un aiuto importante nella prevenzione di patologie metaboliche e neurodegenerative. La sua presenza, quindi, all’interno della dieta di ogni giorno non solo influenza positivamente la sfera emotiva della persona ma può contribuire al benessere dell’organismo”, afferma Andrea Poli, Direttore Scientifico di NFI. “Grazie soprattutto al contenuto naturale in acidi clorogenici, il caffè, anche decaffeinato, è tra le fonti dietetiche più abbondanti di antiossidanti. Il suo consumo permette di assumerne quantità significative, con favorevoli implicazioni sulla nostra salute”.

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Ristorazione e Bar: nuovo regolamento ‘alimenti e bevande’

Aprile 16, 2008 · No Comments

E’ stato pubblicato il Regolamento regionale ‘2/R’, ovvero l’aggiornamento delle norme per la preparazione e la somministrazione di alimenti e bevande nei bar, nella piccola ristorazione e in quella tradizionale. Il nuovo testo, che sostituisce integralmente il precedente Regolamento regionale 9/R, pur lasciando invariate le regole per gli esercizi di nuova apertura, prevede deroghe sostanziali ai requisiti igienici per i locali già esistenti, per le nuove attività situate in locali storici e per le attività di dimensioni limitate (fino a 30 posti a sedere) situate: in tutti i centri storici; in tutti i comuni montani; nei comuni o nelle frazioni di questi per i quali sono previsti i programmi di rivitalizzazione delle realtà minori. L’accertamento dei requisiti (individuazione dei centri storici e delle realtà urbane minori) per la concessione delle deroghe, sarà effettuato in collaborazione tra ASL e i singoli Comuni.

Le deroghe previste, ritenute comunque coerenti a garantire un adeguato livello di sicurezza alimentare - spiegano i direttori dei Sian (Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione) dell’Asl Cuneo 1 - riguardano, in particolare, i locali per il deposito degli alimenti, lo spogliatoio degli addetti ed il locale cucina; per quest’ultima si ammette la possibilità di raggiungere la metratura minima necessaria anche utilizzando aree diverse (locali contigui, retrobanco bar) purché funzionalmente ad essa raccordate”.

Per venire incontro ai cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel settore della ristorazione pubblica, sia in termini di espansione produttiva che in termini di diversificazione dell’offerta, gli esercizi, così come in passato, sono distinti in quattro differenti tipologie: si parte dagli esercizi abilitati alla somministrazione di alimenti che richiedono una minima attività di manipolazione, quali ad esempio tramezzini e brioches, fino a giungere agli esercizi ove l’attività di preparazione alimenti è configurabile come ristorazione tradizionale. Il Regolamento regionale n. 2/R, approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3 marzo 2008, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 10 del 6 marzo scorso ed è entrato in vigore il 21 marzo.

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Red Bull sfida la Coca Cola nei soft drink

Aprile 12, 2008 · No Comments

A Dieter Mateschitz non è bastato aver inventato Red Bull, le bibita energetica che «ti mette le ali», aver dato il nome a una squadra di calcio austriaca (che fino a giugno sarà allenata da Giovanni Trapattoni) e aver creato due scuderie di Formula Uno (Red Bull e Toro Rosso). Pochi giorni fa, infatti, ha lanciato la sfida a due colossi come Coca Cola e Pepsi Cola presentando la nuova Red Bull Simply Cola infiammando la guerra delle bevande analcoliche. La regina degli energy drink si prepara così a mettere sul mercato il suo terzo prodotto dopo Red Bull e Red Bull Sugar Free. «Come le cole entrano nel mercato degli energy drink, così noi entriamo nel settore dei soft drink», spiegano dal quartier generale della società. La speranza degli addetti ai lavori è anche quella di rivitalizzare un settore che negli ultimi anni ha iniziato a perdere terreno.
La presentazione ufficiale del nuovo prodotto si terrà domani a Milano, mentre la distribuzione partirà entro fine aprile negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera, Irlanda, Russia e Italia. Una grande novità riguarda il prezzo: la società austriaca, infatti, consiglia la vendita della bibita a 1,49 dollari per lattina, una cifra sensibilmente più alta del costo medio di una Coca Cola (0,74 dollari) negli Stati Uniti. Insomma la casa di Vienna ha deciso di fare concorrenza al rialzo creando una cola “premium price”, una scelta «intrigante» secondo gli esperti del settore. «Vogliamo distinguerci, rivolgendoci a un pubblico diverso» spiegano da Red Bull, ma la vera rivoluzione sarà quella di lanciare «una cola 100% naturale». Una definizione per allontanare il dubbio che si tratti di un energy drink al sapore di cola: «Questo è un soft drink a tutti gli effetti». Red Bull punta anche sulla «trasparenza assoluta come dimostra il fatto che tutti gli ingredienti siano presenti sul sito». La cola austriaca sarà prodotta a base di noce e foglie di cola, con caffeina ottenuta «in modo naturale» dai chicchi di caffè e conterrà aromi vaniglia, cannella, lemon/lime, zenzero ed altri. In Italia tra gli ingredienti mancheranno le foglie di coca, presenti invece in altri Paesi «dove la legislazione lo permette». In ogni lattina saranno contenuti 32 mg di caffeina, più delle cole tradizionali, ma metà di Red Bull original, «perché l’energy drink, a differenza della cola, si beve solo in momenti particolari».

Nel 2006 Red Bull ha fatturato 2,6 miliardi di euro, mentre lo scorso anno sono state vendute 3,5 miliardi di lattine con una crescita del 16,6 per cento. Un trend confermato anche dal settore, quello degli energy drink, che solo negli Stati Uniti è cresciuto del 30 per cento.

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