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Inflazione reale: il caffe del bar tocca l’euro.

Gennaio 10, 2008 · Lascia un Commento

Continua la pioggia di rincari nel 2008 e dopo le bollette di luce, gas, acqua, benzina e treni, arriva anche la ‘mini stangata’ della tazzina di caffè. A gennaio i listini dei bar saranno ritoccati e l’espresso arriverà a un prezzo medio di 90 centesimi dagli 82 attuali. E così la bevanda più amata dagli italiani arriverà a sfiorare l’euro in molte città. E’ quanto emerge da un’indagine del centro studi della Fipe-Confcommercio in base alla quale il 32,8% degli esercenti intervistati dichiarano di voler intervenire sul listino prezzi.

In molti casi la cifra sarà superata: si arriverà a 1,20 in alcuni locali ‘in’ del Nord che già oggi praticano prezzi più alti rispetto a quelli del Meridione. Ad esempio, secondo una indagine dell’Adoc dell’anno scorso, a Genova si beveva il caffè più caro, con un costo medio di 92 centesimi, seguito da Torino a 85 centesimi, mentre a Napoli, la patria del caffè, la ‘tazzulella’ si è mantenuta abbastanza bassa sui 0,72 euro. Pochi centesimi di differenza con i bar romani e palermitani dove il prezzo medio è di 0,73, mentre a Bari si gusta la tazzina con 0,71 euro.

Per la Federazione italiana dei pubblici esercizi l’aumento medio di un 5% a tazzina, si deve a un adeguamento “dovuto ai rincari dei costi della materia prima e delle spese vive degli esercenti a cominciare dai costi dell’elettricità, del personale. Del resto – spiega all’ADNKRONOS Edi Sommariva, direttore generale della Fipe – gli operatori hanno aspettato fino a gennaio ad aumentare i prezzi dei listini che sono fermi da 18 mesi. Cinque centesimi a caffè è un aumento irrisorio. Al consumatore resta quindi la scelta locale ma deve pretendere la qualita’”.

Il prezzo attuale della tazzina, secondo la Fipe, è di 82 centesimi. Un prezzo che è aumentato dal 2000 ad agosto 2007 del 12,3% essendo passato da 0,73 a 0,82 euro. “Quando nello stesso periodo – sottolinea la Fipe – i prezzi dell’intero paniere sono aumentati del 16,3%”.

Quanto agli aumenti nelle singole città la stessa federazione rileva che nel primo semestre 2007 l’incremento medio è stato di qualche centesimo di euro. Laddove secondo le associazioni dei consumatori si tratta di aumenti ‘ingiustificati’ in quanto il prezzo medio di una tazzina stimato 80 centesimi costa invece al gestore di un bar 22 centesimi tra ‘polvere’ 0,08 euro, zucchero e acqua 0,01 euro, energia elettrica 0,01 euro e manodopera 0,12 euro.

Categorie: bar & economia
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