
Como terra di mobilieri, di setaioli e di baristi. Secondo una ricerca della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) di Confcommercio, il capoluogo lariano svetta, nel Paese, per numero di bar. Quasi 5 per ogni mille abitanti. Una percentuale praticamente doppia rispetto alla media nazionale (2,7), che Como condivide con la sola Mantova. Soltanto Aosta (4,8 la sua media) e Rimini (4,5) tallonano da vicino le due citta lombarde , mentre le tradizionali ‘capitali’ della tazzina di caffè sono lontane: Trieste (3,7) e Napoli (1,9 bar ogni mille abitanti).
La Fipe, che ieri ha diffuso una nota ricca di numeri e di cifre, ha anche indagato la variazione dei prezzi della stessa tazzina di caffè e della pizza.
In pratica, l’organizzazione legata a Confcommercio ha voluto monitorare le oscillazioni dei costi di due prodotti alimentari simbolo dell’Italia. La classica ‘tazzina’ e, appunto, la pizza, amatissima pure dagli stranieri.
In entrambi i casi, la citt� di Como ha fatto registrare una lieve diminuzione dei prezzi. Nel febbraio di quest’anno, il caffè, in media, costava nel capoluogo lariano 0,81 centesimi di euro, 1 centesimo in meno dello stesso mese del 2006 (-1,48%). Prezzo in calo anche per margherite e quattro stagioni. Nelle pizzerie comasche, da un anno all’altro si spendono mediamente 4 centesimi in meno: da 7,49 a 7,45. Per la cronaca, le citt� più care per caffè e pizza sono rispettivamente Bolzano (0,98 centesimi) e Milano (9,46 centesimi). La più conveniente Reggio Calabria (0,62 centesimi per un caffè e 5,43 centesimi per una pizza).




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