Whisky on the tag
Il primo ad adottarlo è stato il Treasure Island Hotel di Las Vegas, uno dei casino più celebri dello strip. E subito dopo si è accodato il Peabody Memphis Hotel, storico albergo della città del blues. Stiamo parlando di Beverage Tracker, l’applicazione messa a punto da Capton, società specializzata in specializzata in “liquormonitoring technology”, per miscelare – grazie a tag, antenne e onde radio – i drink perfetti.
Il sistema è basato sull’utilizzo di uno speciale dosatore, un beccuccio di plastica in apparenza simile a quelli comunemente posti sulle bottiglie di superalcolici. In realtà il device contiene, al proprio interno, un tag Rfid attivo a 418Mhz e un dispositivo di misura, a sua volta collegati a un lettore e al data base del bar. Di fatto, quando il barman versa un drink, il misuratore viene attivato, memorizzando la quantità di liquore versata. Quando la bottiglia viene riposta, il tag invia in tempo reale al lettore i dati misurati, insieme al numero di identificazione della bottiglia, alle informazioni sul tipo di liquore e al suo prezzo di listino (il raggio di tracciamento copre un’area di cento metri quadrati). Tutte le informazioni, in breve, per potere calcolare il conto. Successivamente il lettore scarica questi dati, via wireless, al computer di gestione. Beverage Tracker consente, dunque, di monitorare con esattezza la quantità di bevande versata ogni volta che viene utilizzata una bottiglia, offrendo uno strumento logistico di grande utilità per potere controllare come vengono dosate le diverse ricette. “Spesso chi ordina una bevanda in un bar più di una volta si trova servito un drink dal sapore sempre diverso, perché le dosi miscelate non sono mai le stesse”, afferma Tricia James, vicepresidente di Capton: “Con la nostra applicazione si può garantire una coerenza nel servizio che viene molto apprezzata dalla clientela”. Beverage Tracker, però, consente anche di avere sotto controllo l’inventario e gli ordini e di verificare quali bevande incontrano il favore dei clienti e quali no. Con notevoli risparmi. Un barman, infatti, solitamente serve le quantità di liquori a occhio e non sempre fa pagare quello che si è realmente consumato. In questo caso, invece, nulla va perso, visto che a ogni specifica dose di prodotto corrisponde un determinato prezzo. Non a caso, là dove Beverage Tracker è stato applicato, è stato verificato un ritorno degli investimenti in sole sei settimane. |
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Il primo ad adottarlo è stato il 



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