Stufe “a fungo”: baristi in rivolta

I termosifoni a fungo sono destinati a diventare illegali, anche se probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo, perché secondo l’Ue sarebbero altamente inquinanti. «Noi viviamo di turismo, figuriamoci quindi se non siamo sensibili alla difesa dell’ambiente, ma l’inquinamento prodotto dai funghi rappresenta solo una piccolissima parte dell’inquinamento complessivo. Ci sono cose molto più inquinanti che però non vengono messe in discussione». Forse perché ci sono in ballo grossi interessi. «Quello che è certo è che degli interessi del turismo e degli esercenti si tende a dimenticarsi. Ma qui da noi questi sono i settori trainanti, e penalizzarli così gravemente significherebbe mettere in ginocchio la nostra economia». Un problema più sentito ad Alassio che altrove. «A parte la particolare vocazione turistica e commerciale della nostra città, abbiamo un problema di spazi. Le dimensioni medie dei pubblici esercizi italiani si aggirano sugli ottanta metri quadrati, ma qui da noi in ottanta metri si fa una discoteca.
Un pubblico esercizio alassino dispone in media di venticinque o trenta metri quadrati, ecco che i dehors diventano ancora più importanti. Se a questo aggiungiamo che il divieto di fumo costringe i clienti ad uscire per fumare una sigaretta, ecco che l’importanza di poter scaldare l’ambiente esterno sale ulteriormente». «Il nostro timore è che la consueta fretta dell’Italia nell’adeguarsi alle direttive europee ci metta in ulteriore difficoltà rispetto agli altri paesi europei – affermano Massimo e Rita, titolari del Maximilian cafè – È già successo con le norme sul confezionamento degli alimenti. Noi ci siamo subito adeguati, mentre i francesi hanno continuato a portare la baguettes sotto l’ascella e a mangiare le ostriche in mezzo alla strada. Ovviamente questo ha portato dei vantaggi economici a loro e degli svantaggi a noi. Speriamo che non succeda la stessa cosa, visto che la Costa Azzurra è piena di questi termosifoni a fungo». «In una realtà come questa, con un clima favorevole e una presenza turistica importante – conclude Patrizia Deluise, presidente regionale Confesercenti – anche la possibilità di prendere il caffè all’aperto aggiunge valore all’economia e all’accoglienza turistica. Prima di fare scelte che rischiano di compromettere l’economia e le politiche di accoglienza di un territorio così peculiare come quello alassino e ligure bisogna andare cauti».
fonte:www.ilsecoloxix.it




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