Vendite aumentate del 24% a 7 miliardi

I mercati emergenti mettono il turbo a Coca Cola: il gruppo ha annunciato utili in crescita del 79% del quarto trimestre del 2007. I profitti registrano un balzo a quota 1,21 miliardi di dollari, pari a 52 centesimi per azione, quasi il doppio rispetto ai 678 milioni (29 centesimi) dello stesso periodo di un anno fa. Cresce anche il fatturato, che si è attestato a 7,33 miliardi di dollari, in rialzo del 24% dai 5,93 miliardi del 2006.
I dati riportati dalla multinazionale, anche se positivi, non hanno soddisfatto gli analisi: gli addetti ai lavori, secondo quando riferito dall’agenzia Bloomberg, si attendevano un utile per azione di almeno 55 centesimi.
A trainare le vendite, aumentate a 7,33 miliardi, è stato il deprezzamento del biglietto verde e la diffusione- sempre più capillare- in Paesi in cui fino a qualche anno fa il colosso delle bollicine non aveva grande accesso.
Se in Cina, Russia e India si è avuto un notevole aumento delle vendite, una flessione si è invece registrata negli Usa, a causa degli orientamenti più salutisti dei consumatori.
Per riconquistare il mercato statunitense, Coca Cola ha lanciato la sua offensiva, non solo puntando su nuove tipologie di prodotto, come quelli a ridotto consumo di zuccheri, ma ha anche cambiato vertici: dal primo gennaio allo storico a.d. Neville Isdell è subentrato l’ex direttore operativo, Muhtar Kent. Isdell rimarrà nella compagnia come presidente del Cda fino all’aprile del 2009.
COCA COLA DAL TABACCAIO, SCATTA LA PROTESTA DEI BAR
Intanto in Italia, dove dal primo febbraio si è insediato il nuovo amministratore delegato, Rodolfo Echeverria, per cinque anni a.d. della The Coca-Cola Company in Cile, infuria il duello, a colpi di carte bollate, per la distribuzione del marchio. Le bevande della multinazionale americana arriveranno a breve nei tabaccai, (circa 48 mila in tutto il Paese), con l’impegno da parte di Coca-Cola di fornire in comodato ad ogni punto vendita un frigorifero, più l’assistenza. Un accordo che ha fatto scattare la rivolta dei baristi, circa 200 mila in tutto il territorio nazionale: hanno minacciato di bandire tutte le bibite del gruppo se sarà confermata la distribuzione anche nelle tabaccherie.




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