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Addio a Charlton Heston, Ben Hur dei fucili

Aprile 6, 2008 · Lascia un Commento

Muore due giorni dopo l’anniversario dei quarant’anni dall’omicidio di Martin Luther King: se ne va così Charlton Heston, una delle ultime leggende di Hollywood, figura controversa e complessa. Paladino delle armi libere, ma anche sostenitore proprio del pastore afroamericano e del movimento per i diritti civili degli anni Sessanta.

Era celebre per aver vinto l’Oscar con «Ben Hur», per il viso intagliato che si prestava ai personaggi storici e magari biblici, come Mosé nei «Dieci Comandamenti». Negli ultimi anni, era ricomparso in un film: involontario protagonista finale di «Bowling for Columbine», dove il regista Micheal Moore lo andava a intervistare nella sua bella, sorvegliata casa di Los Angeles per contestargli il suo appoggio alla causa delle pistole facili.

Heston in effetti fu per 5 anni presidente della National Rifle Association, la potente associazione che tutela le armi e l’applicazione del Secondo Emendamento della Costituzione statunitense. Nel 2001, Heston si trovò a parlarne proprio a un evento in onore di Martin Luther King, organizzato dal Congress of Racial Equality (CORE). Il diritto alle armi, dichiarò allora, è più importante di ogni altro diritto civile perchè
il diritto di un uomo o di una donna di difendersi e difendere la sua proprietà viene prima di qualunque altro.

Identificato come un repubblicano fervente, Heston però era anche l’uomo che marciava nelle manifestazioni a fianco di Martin Luther King. In molti sensi, resta un enigma. Anche professionale: iniziò come attore shakespeariano e poi divenne l’icona dei filmoni storici d’azione, dove non gli si chiedeva la cesellatura dei personaggi.

Fu Michelangelo ne «Il tormento e l’estasi», fu il «Cid Campeador» a fianco di Sophia Loren. Nel 1973 interpetava il cardinale Richelieu nell’ironico «I tre moschettieri» di Richard Lester a fianco di Oliver Reed, Richard Chamberlain e Michael York. Negli anni ottanta e novanta lavorò parecchio, soprattutto in televisione. Ma gli appassionati dei film di fantascienza lo ricorderanno con amore per il ciclo del Pianeta delle Scimmie.

Era nato in Illinois come John Charlton Carter il 4 ottobre del 1924. Nel 1944 sposò Lydia Marie Clarke; servì tre anni durante la seconda guerra mondiale e poi tornò al teatro e alla televisione prima di approdare al grande cinema. Il trionfo arrivò nel 1959 con «Ben Hur», un film coperto da una pioggia di Oscar.

Dalla moglie, che gli è stata accanto fino alla fine, ha avuto due figli, Fraser Clarke e Holly Ann. Vinse una battaglia contro il cancro alla prostata ma nell’agosto del 2002 annunciò che aveva i primi sintomi del morbo di Alzheimer. L’anno dopo lasciò la National Rifle Association.

Un comunicato della famiglia afferma: «Nessuno avrebbe potuto chiedere una vita più piena della sua. Nessun uomo avrebbe potuto dare di più alla sua famiglia, alla professione e al suo paese. Nelle sue parole, »Ho vissuto una vita meravigliosa, ho vissuto abbastanza per due«. I funerali si terranno in forma privata.

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