NEGRONI
Categoria: Pre Dinner

Ingredienti
1/3 GIN 1/3 VERMOUTH ROSSO 1/3 BITTER CAMPARI
NEGRONI
Categoria: Pre Dinner

Ingredienti
1/3 GIN 1/3 VERMOUTH ROSSO 1/3 BITTER CAMPARI
Categorie: tutto sul bar man
Tagged: bitter campari, gin, negroni, pre dinner, predinner, vermouth
Ingredienti: 2/3 Gin, 1/3 succo di limone, sciroppo di zucchero,
Preparazione: Mettere nello shaker ghiaccio in cubetti, lo zucchero, il Gin, il succo di limone; agitare molto bene, versare nei bicchieri ed aggiungere una spruzzata di seltz ghiacciato.
Categorie: tutto sul bar man
Tagged: bar, cocktail, gin, gin fizz
Un Long Drink particolare che può essere preparato in Bicchiere da 36 cl con ghiaccio o in Doppia Coppetta filtrando il ghiaccio con Strainer (Passino a molla)

PS: Provatelo anche Frozen: Tutti gli ingredienti in Blender (frullatore ad alta velocità) con 4/5 cubetti ghiaccio spezzettati. Frullare alcuni secondi e versare in Tumbler 36 cl.
Categorie: tutto sul bar man
Tagged: bar, cocktail, Long Drink, PANAMA, Strainer

Per fare un buon drink, priorità assoluta per un bartender, dobbiamo studiare e sviluppare i seguenti punti:
- Product Information (Distillati, modificatori e creme)
Ci consentirà di riconoscere i prodotti che noi utilizziamo nella mescita, quindi di avere una base di merceologia generica.
- Free-Pouring
E’ importante saper versare la giusta quantità di prodotto, che esso sia uno spirito, un succo o un mix. Per esempio se noi abbiamo due margaritas con differenti quantità di Tequila, Triple Sec o lime avremo due diversi gusti e quindi non potremmo ritenere questi drinks buoni. La tecnica di versaggio che impareremo è chiamata free pouring (versaggio libero) e ci permetterà di realizzare coktails di qualità e costanti nel tempo.
- Recipes (Ricette cocktail)
Le ricette ci consentono di conoscere gli ingredienti che in seguito combineremo per fare i nostri cocktails.
Per ricordarcele e comprenderle abbiamo bisogno di comporre dei sistemi di classificazione. Un metodo è quello di dividere i cocktaiis in diversi gruppi che hanno simili caratteristiche (concordanza di dosi e o ingredienti), cioè per associazione. Esempio: screwdrìver (vodka e succo d’arancio), tequila sunrìse (tequila, succo d’arancio, granatina), possiamo prepararli alla stessa maniera sono molto simili.
- Garnishes (Guarnizioni/Decorazioni)
Le guarnizione o decorazioni vengono utilizzate per abbellire e migliorare l’estetica (eye appeal) dei drinks ed in alcuni casi per variare il loro gusto.
- Glassware (Bicchieri da Cocktail)
Ogni categoria di drink avrà il suo bicchiere; quindi vedremo diverse forme, diverse grandezze ed impareremo ad usarli.
- Bar Equipment (Attrezzature dei barman professionisti)
Avremo bisogno di un equipaggiamento di attrezzature da bar per esercitare al meglio il nostro lavoro.
Categorie: tutto sul bar man
Tagged: abc, agropoli bar, bar, bartender, cocktail, corso baristi, corso latte art, drink, mix
Nello schema classico dell’arte della miscelazione vi è sempre una base alcolica che può essere variata da uno o più elementi che svolgono funzioni di correttore e armonizzatore o come dir si voglia di aromatizzante e colorante. Le basi difficilmente si sposano tra di loro. Questo è quanto riportato da innumerevoli parti. Eccoci allora pronti a capovolgere gli schemi partendo dalle domande che tutti coloro che si apprestano a inventare un cocktail dovrebbero inizialmente porsi: “Quale voglio ottenere? In quale categoria voglio far rientrare la mia preparazione? Quale gusto, aroma, colore finale desidero avere?”. Da queste domande possiamo iniziare a fare delle scelte che man mano ci porteranno alla realizzazione della nostra ‘idea miscelata’. Per esempio, nel caso desiderassimo inventare un aperitivo, dovremmo per prima cosa porci altre domande sui seguenti elementi: gusto aroma, gradazione alcolica, quantità, colore, decorazione,bicchiere da utilizzare. Quindi per inventare un aperitivo con le seguenti caratteristiche: bassa gradazione alcolica, aroma fruttato e persistente, gusto morbido e rotondo con ricordi vinosi espeziati, colore rosa antico tenue, decorazione semplice, da servirsi in doppia coppetta da cocktail, basta avere una profonda conoscenza di ogni elemento miscelabile per poter scegliere gli ingredienti che ci permettono di arrivare a quel risultato finale che teoricamente abbiamo già ottenuto. Quindi è buona regola fondamentale per l’invenzione di una bevanda miscelata formularla precedentemente… a parole. Dopodiché si passa alla realizzazione pratica del tema scritto. Nella scelta degli ingredienti per la formulazione di un cocktail occorre tenere ben presenti le lorosingole caratteristiche organolettiche i n modo da evitare abbinamenti che possano risultare negativi. Mentre la formulazione base alcolica + colorante +aromatizzante è da ritenersi “violabile” in quantonon ci permette il raggiungimento di tutti i risultati e di tutte le combinazioni possibili. Basti pensareche se si dovesse seguire questa formula, cocktail come l’Americano il Bamboo, il Grasshopper nonsi potrebbero inventare. Stabilire regole nell’arte miscelatoria e cosa estremamente difficile in quantoquello che può non essere permesso in determinate dosi può invece divenire una costante positiva inaltre proporzioni. Non bisogna inoltre dimenticare che il cocktail è destinato a un consumatore finaleche ha gusti personali e altri di carattere generale che lo legano alla sua cultura oltre che al suo luogodi provenienza. Quindi può succedere che una bevanda che un italiano dichiara imbevibile sia inveceapprezzata da un americano o da un qualsiasi altro cittadino di un altro paese. Questo, è noto accade anche con i cibi. Certamente alcune regole possono essere fondamentali. Vi sono gusti che in combinazione sirifiutano, ma questa è una realtà costante? Noi non ne siamo così certi anche perché abbiamo conosciuto grandi chef e grandi barmen in tutto il mondo tentare con successo abbinamenti apparsisino a questo momento improponibili. Ma allora non ci sono regole? Crediamo che non si possanomettere limiti alla fantasia e alle capacità di ogni singolo individuo perchè molte volte la storia ci ha insegnato che realizzazioni ritenute impossibili dai “conservatori” si sono in seguito rivelate dei?capolavori. L’unica regola fondamentale da seguire nella scelta dei possibili assemblaggi è quella di individuare il gusto del destinatario della nostra miscela e poi! grazie a una profonda conoscenza di ogni singolo prodotto trovare la soluzione migliore. E’ importantissimo nella realizzazione della ricetta valutare? con estrema precisione le percentuali di ogni singolo prodotto e la formula non deve essere forzatamente in decimi come un’assurda regola dell’associazione mondiale dei barmen impone. Anche perché più volte ci siamo chiesti come è possibile realizzare un cocktail composto da tre elementi in parti uguali seguendo la succitata norma. Abbiamo tentato in tutti i modi ma non ci siamo riusciti e a quanto pare non ci sono riusciti neppure gli esperti Iba che nella revisione dei cocktailmondiali avvenuta nel 1985 - avevano, per esempio dovuto aumentare la dose del gin nel classicissimo Negroni per trovare conforto alle loro regole matematiche ( a 1/3 per gin BitterCampari e vermouth rosso, si era passati a 4/10 per il gin e 3/10 per gli altri due prodotti), per poirientrare sui propri passi nella revisione del 1993. Risulta altre sì fondamentale evitare abbinamenti di prodotti che per le loro peculiarità si annullano avicenda. Occorre inoltre tenere presente che alcuni ingredienti miscelati tra di loro possono risultareincompatibili, ma che questa incompatibilità può sparire grazie all’aggiunta di altri prodotti definitiarmonizzatori. Stilare una lista che preveda compatibilità e incompatibilità di ogni singolo prodottorisulta quindi impossibile e i consigli che vi abbiamo dato sono da considerarsi di carattere generale. |
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Categorie: tutto sul bar man
Tagged: agropoli, bar, baristi, barman, capaccio, cocktail, lavoro bar, miscelazione del cocktail, tecnica, tecnica di miscelazione
Come creare un Cocktail
Bere miscelato:ovvero come creare un cocktail II mondo del bere è molto ampio ed eterogeneo? anche perché esiste molta confusione già riguardo la stessa parola ‘cocktail’ o ‘miscela’. Oscar Cavallera Dorilio Maringoni e Franco Zingales hanno approntato un metodo che partendo dalla semantica della parola chiave? indichi con precisione e chiarezza le classi di appartenenza delle varie mescolanze che mente umana possa mal concepire. Tutto questo perché uno dei requisiti indispensabili per la creazione di una buona bevanda miscelata è la fantasia e? come ben si può immaginare classificare la fantasia è impresa non facile. Miscela (dal latino miscellus, misto): mescolanza di due o più sostanze che formano un insieme più o meno omogeneo. Questa una parola che raggruppa tutte le bevande miscelate? siano esse alcoliche o non lunghe o corte. La prima classificazione è in rapporto alla quantità e della miscela presentata: sarà ‘corta’ (short) se si tratta di un cocktail alcolico che non superi i 90 g o i 90 cc; ‘media’ (medium) per tuttii i doppi cocktail che vanno dai 90 g ai 130 g (o dai 90 cc ai 130 cc); sarà ‘lunga’ (long drink) per quelle bevande che superino i 130 g o i 130 cc. La particolarità essenziale è l’obligatorietà alcolica per gli ’short’ drink mentre i ‘medi’ e i ‘long drink’ possono essere indifferentemente miscele alcoliche o analcoliche. Dopo questa suddivisione entra in funzione la seconda classificazione per poter indicare l’utilizzo ottimale di queste bevande mettendo in rilievo le loro peculiarità organolettiche specifiche e il momento in cui devono essere consumate. Le classi sono cinque.
(vigorosi con un maggiore contenuto alcolico). Le dosi: da 60 cc ai 130 cc (doppio cocktail). Devono avere un gusto che rientri in questa gamma: secco, amabile o amarognolo. Sono da considerarsi appartenenti a questa categoria tutte le miscele aventi spiccate qualità aperitive ossia che stimolino l’ipotalamo creando così il desiderio di cibo.
e moderatamente dolce. Sono da considerarsi appartenenti a questa categoria tutte le miscele aventi spiccate qualità digestive? ovvero quelle a base di prodotti che eccitino la secrezione dei succhi necessari alla digestione. Da proporre poco tempo dopo i pasti. fino alla quantità desiderata. Sono da considerarsi appartenenti a questa categoria tutte le miscele aventi tra gli ingredienti, anche in percentuali minime, i seguenti prodotti; panna, latte, uova, brodo, verdure fresche frullate o centrifugate, frutta fresca frullata (anche con latte e miele), gelato. Da proporre in ore lontane dai pasti, a volte in sostituzione di uno spuntino.
essere considerate né aperitivi, né digestivi, né alimentari. Da consumare lontano dai pasti.
possono rientrare in più di una categoria. Non hanno limite di quantità (partono dal minimo di 130 cc dei long drink) e tradizionalmente devono essere analcolici (eventualmente il grado alcolico non deve superare i 13°). |
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Tagged: agropoli bar, alcool, bar, barista, barman, capaccio bar, cocktail, cocktail e derivati, significato cocktail

I cocktail (la parola significa letteralmente “coda di gallo”!) sono una combinazione di bevande alcoliche, solitamente costituita da una miscela di almeno due tipi di liquori o superalcolici con caratteristiche contrastanti ma armonizzabili fra loro.
Sono tornati molto di moda in questi ultimi anni, con l’apertura di nuovi locali in cui si servono cocktail di ogni genere. (In Gran Bretagna la maggior parte di questi locali offre ogni giorno un appuntamento fisso all’inizio della serata, l’ happy hour, ora in cui i cocktail vengono venduti a metà prezzo.
Tale iniziativa ha senza dubbio aumentato la popolarità dei cocktail che, se prima venivano consumati solo occasionalmente e rigorosamente prima dei pasti, ora si bevono come e quando si desidera.
I cocktail sono bevande alcoliche ghiacciate (la scelta delle varianti è infinita), in grado di trasmettere sensazioni contrastanti: una sottile e armoniosa fusione di sapori, combinata all’impressione di ricevere un pugno nello stomaco.
Ed è bene ricordarsi sempre l’effetto di questo “pugno”, quando vi offrono un cocktail: questi drink si lasciano bere tutti con tanta facilità che abusarne è un errore sorprendentemente comune.
A questo proposito è importante sapere che i cocktail a base di gin, vodka e rum bianco provocano in realtà disturbi più lievi rispetto a quelli causati dall’abuso di alcolici di colore più scuro.
È un avvertimento!
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Tagged: alcool, bar, barista, barman, cocktail, cocktail e derivati, significato cocktail