E’ stato pubblicato il Regolamento regionale ‘2/R’, ovvero l’aggiornamento delle norme per la preparazione e la somministrazione di alimenti e bevande nei bar, nella piccola ristorazione e in quella tradizionale. Il nuovo testo, che sostituisce integralmente il precedente Regolamento regionale 9/R, pur lasciando invariate le regole per gli esercizi di nuova apertura, prevede deroghe sostanziali ai requisiti igienici per i locali già esistenti, per le nuove attività situate in locali storici e per le attività di dimensioni limitate (fino a 30 posti a sedere) situate: in tutti i centri storici; in tutti i comuni montani; nei comuni o nelle frazioni di questi per i quali sono previsti i programmi di rivitalizzazione delle realtà minori. L’accertamento dei requisiti (individuazione dei centri storici e delle realtà urbane minori) per la concessione delle deroghe, sarà effettuato in collaborazione tra ASL e i singoli Comuni.
“Le deroghe previste, ritenute comunque coerenti a garantire un adeguato livello di sicurezza alimentare - spiegano i direttori dei Sian (Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione) dell’Asl Cuneo 1 - riguardano, in particolare, i locali per il deposito degli alimenti, lo spogliatoio degli addetti ed il locale cucina; per quest’ultima si ammette la possibilità di raggiungere la metratura minima necessaria anche utilizzando aree diverse (locali contigui, retrobanco bar) purché funzionalmente ad essa raccordate”.
Per venire incontro ai cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel settore della ristorazione pubblica, sia in termini di espansione produttiva che in termini di diversificazione dell’offerta, gli esercizi, così come in passato, sono distinti in quattro differenti tipologie: si parte dagli esercizi abilitati alla somministrazione di alimenti che richiedono una minima attività di manipolazione, quali ad esempio tramezzini e brioches, fino a giungere agli esercizi ove l’attività di preparazione alimenti è configurabile come ristorazione tradizionale. Il Regolamento regionale n. 2/R, approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3 marzo 2008, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 10 del 6 marzo scorso ed è entrato in vigore il 21 marzo.
fonte
Categorie: notizie da sapere
Contrassegnato da tag: alimenti, bar, bevande, regolamento, ristorazione

A Dieter Mateschitz non è bastato aver inventato Red Bull, le bibita energetica che «ti mette le ali», aver dato il nome a una squadra di calcio austriaca (che fino a giugno sarà allenata da Giovanni Trapattoni) e aver creato due scuderie di Formula Uno (Red Bull e Toro Rosso). Pochi giorni fa, infatti, ha lanciato la sfida a due colossi come Coca Cola e Pepsi Cola presentando la nuova Red Bull Simply Cola infiammando la guerra delle bevande analcoliche. La regina degli energy drink si prepara così a mettere sul mercato il suo terzo prodotto dopo Red Bull e Red Bull Sugar Free. «Come le cole entrano nel mercato degli energy drink, così noi entriamo nel settore dei soft drink», spiegano dal quartier generale della società. La speranza degli addetti ai lavori è anche quella di rivitalizzare un settore che negli ultimi anni ha iniziato a perdere terreno.
La presentazione ufficiale del nuovo prodotto si terrà domani a Milano, mentre la distribuzione partirà entro fine aprile negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera, Irlanda, Russia e Italia. Una grande novità riguarda il prezzo: la società austriaca, infatti, consiglia la vendita della bibita a 1,49 dollari per lattina, una cifra sensibilmente più alta del costo medio di una Coca Cola (0,74 dollari) negli Stati Uniti. Insomma la casa di Vienna ha deciso di fare concorrenza al rialzo creando una cola “premium price”, una scelta «intrigante» secondo gli esperti del settore. «Vogliamo distinguerci, rivolgendoci a un pubblico diverso» spiegano da Red Bull, ma la vera rivoluzione sarà quella di lanciare «una cola 100% naturale». Una definizione per allontanare il dubbio che si tratti di un energy drink al sapore di cola: «Questo è un soft drink a tutti gli effetti». Red Bull punta anche sulla «trasparenza assoluta come dimostra il fatto che tutti gli ingredienti siano presenti sul sito». La cola austriaca sarà prodotta a base di noce e foglie di cola, con caffeina ottenuta «in modo naturale» dai chicchi di caffè e conterrà aromi vaniglia, cannella, lemon/lime, zenzero ed altri. In Italia tra gli ingredienti mancheranno le foglie di coca, presenti invece in altri Paesi «dove la legislazione lo permette». In ogni lattina saranno contenuti 32 mg di caffeina, più delle cole tradizionali, ma metà di Red Bull original, «perché l’energy drink, a differenza della cola, si beve solo in momenti particolari».
Nel 2006 Red Bull ha fatturato 2,6 miliardi di euro, mentre lo scorso anno sono state vendute 3,5 miliardi di lattine con una crescita del 16,6 per cento. Un trend confermato anche dal settore, quello degli energy drink, che solo negli Stati Uniti è cresciuto del 30 per cento.
fonte
Categorie: notizie da sapere
Contrassegnato da tag: coca cola, italia, red bull, Red Bull Simply Cola, sfida

Angostura® lancia oggi la prima innovazione nella gamma dei Bitters in quasi 200 anni.
Angostura® Orange Bitters è stato creato per i barman dai produttori del famoso bitter aromatico Angostura. Una miscela di essenza di agrumi, oli di arance amare e dolci, erbe e spezie è alla base di un bitter con un intenso sapore di agrumi, in grado di trasformare una vasta gamma di cocktail.
fonte
La bottiglia da 10 cl mantiene la famosa etichetta sovradimensionata, con il distintivo design a buccia d’arancia.
L’ambasciatore internazionale del marchio Angostura®, Mickael Perron afferma: “I bitter Angostura® sono già considerati in tutto il mondo un ingrediente essenziale per i bar. E nel mondo dei cocktail, l’arancia è il gusto più versatile in assoluto. I barman potranno avere ora accesso a bitter all’arancia di altissima qualità”.
“La prima impressione di Angostura Orange Bitters è un morbido aroma di arancia e geranio. Il primo livello ricorda il sapore ricco, fresco e dolce delle arance rosse, con note speziate di cardamono e coriandolo, seguito da un livello più complesso di arancia amara e asciutta. Con un gusto pulito e dalla profondità senza precedenti, Angostura Orange Bitters è esotico e versatile, ideale per bevande alcoliche quali vodka, gin e whisky, e in grado di conferire una notevole intensità aromatica ai cocktail a base di rum”.
Brian Woods, marketing manager di Angostura®, afferma: “Questo è il primo nuovo bitter lanciato da noi dalla creazione dell’ originale bitter aromatico da parte del Dr Johan Siegert, nella città di Angostura, nel 1824. Dopo ben184 anni, Angostura® Orange Bitters è finalmente fra noi e siamo sicuri che i barman esperti e gli appassionati di cocktail lo considereranno presto un ingrediente indispensabile per i migliori cocktail al mondo”.
INFORMAZIONI GENERALI
Il bitter all’arancia è usato nei cocktail dai tempi del proibizionismo. I libri sui cocktail pre -proibizionismo citano l’uso di bitter all’arancia in circa un quarto di tutte le ricette e i barman non di rado utilizzavano un gran numero di bitter di gusto diverso.
I bitter all’arancia erano quasi sicuramente un ingrediente chiave del cocktail a base di Martini originale. Nella prima edizione del Savoy Cocktail Book di Harry Cradock, pubblicato nel 1930, la ricetta del Martini Dry richiedeva una misura eguale di gin e vermouth francese, con una punta di bitter all’arancia.
Angostura® Orange Bitters, aggiunge l’ambasciatore internazionale del brand Angostura, Mickael Perron, raccomanda un paio di gocce di bitter all’arancia in un Manhattan per completare ed enfatizzare il sapore della scorza di arancia generalmente utilizzata come guarnizione.
Angostura® Orange Bitters è disponibile in bottiglie da 10 cl con una gradazione alcolica del 28%.
Angostura® è una miscela di essenza di arance amare e dolci, originarie dei Caraibi, e di spezie usate nella ricetta segreta dei bitter aromatici Angostura®.
Note di degustazione
La prima impressione di Angostura Orange Bitters è un morbido aroma di arancia e geranio.
Il primo livello ricorda il sapore ricco, fresco e dolce delle arance rosse, con note speziate di cardamono e coriandolo, seguito da un livello più complesso di arancia amara e spezie.
Con un gusto pulito e dall’intensità senza precedenti, Angostura Orange Bitters è esotico e versatile, e in grado di conferire un carattere aranciato fresco e sofisticato a un gran numero di cocktail.
Mickael Perron
Barman pluripremiato, Mickael Perron ha lavorato presso i bar londinesi più creativi e di maggior successo, fra cui Sketch, Milk & Honey e MEET. È oggi il Brand Ambassador internazionale di Angostura
Categorie: notizie da sapere
Contrassegnato da tag: angostura, barman, bitters, orance
Alla fiera Roboxotica di Vienna gli ultimi prototipi degli automi pensati per sostituire gli umani nella preparazione dei cocktail

Alberto Sordi nel film “Io e Caterina” aveva acquistato un robot in gonnella per sbarazzarsi di moglie, amante e colf. Erano gli anni ‘80 e si trattava di fantascienza, oggi è quasi realtà. In Giappone si sono inventati le Fembot, cloni di ragazze bellissime, dotate di un vocabolario sofisticato. Non sta a guardare L’Unione Europea che ha stanziato 6,3 milioni di euro per Dextmart, progetto internazionale di robot domestici, guidato dall’Italia. I robot europei aiuteranno tra dieci anni gli anziani, giocheranno coi bambini, faranno cose straordinarie come pulire, cucinare e diventeranno presenze scontate, come oggi sono quelle di computer, cellulari e tv.
Robot bartender
Le novità robotiche riguardano da vicino anche il mondo del bar. La Yaskawa Electric Corporation, gruppo leader nella robotica, ha in produzione RoboBar che, assicurano le istruzioni, “può lavorare 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, senza soste, vacanze o periodi di malattia”. Mentre a Londra, a due passi da London Bridge, è in funzione Cynthia’s robotic bar & restaurant, dove i cocktail sono serviti da una barlady in ferro e circuiti di mille valvole, una Goldrake in gonnella che invece di razzi-missile spara miscelati di tutti i colori.
Prototipi a Roboxotica
A fare una scienza del robot bartending, ci ha pensato l’austriaco Magnus Wurzer, professione futurologo, che dal 1999 col suo gruppo Shifz organizza a Vienna l’evento Roboxotica, il festival dedicato ai robot cocktails. All’ultima edizione hanno partecipato 30 prototipi da tutta Europa che, come da regolamento, dovevano essere in grado non solo di realizzare cocktail, ma anche di interagire con gli umani. C’era la variopinta Swiss Cow, robot con mammelle (al posto dei metal pour) equipaggiate con latte o vodka e, accanto a lei, El Espanol Borracho, automa con cannello da pasticceria incorporato nel braccio meccanico, che preparava drink flambè. Robomoji’s, una macchina con carrello rotante e lame affilate che taglia in un baleno centinaia di lime, sminuzza la menta e fabbrica ghiaccio.
La qualità dei drink, per stessa ammissione di Magnus, è lontana anni luce da quella dei barman in carne ossa, ma per lo scienziato e artista austriaco non è così importante. «I nostri sono esperimenti in bilico tra arte e tecnologia. Vogliamo far capire che i robot, pur non potendosi sostituire ai barman, non sono pezzi di ferro, hanno un cuore e come i barman sono soggetti ad errori». E forse domani saranno utili ad aiutare chi lavora. Si aprirebbero così scenari bizzari con i bartender, robot e umani, che lavorano fianco a fianco. Ve lo immaginate il laser usato da Dario Comini del Nottingham Forest di Milano per preparare i Laser Martini inserito nel braccio di un cyborg?

Categorie: notizie da sapere
Contrassegnato da tag: bar, barista, Roboxotica, vienna

Muore due giorni dopo l’anniversario dei quarant’anni dall’omicidio di Martin Luther King: se ne va così Charlton Heston, una delle ultime leggende di Hollywood, figura controversa e complessa. Paladino delle armi libere, ma anche sostenitore proprio del pastore afroamericano e del movimento per i diritti civili degli anni Sessanta.
Era celebre per aver vinto l’Oscar con «Ben Hur», per il viso intagliato che si prestava ai personaggi storici e magari biblici, come Mosé nei «Dieci Comandamenti». Negli ultimi anni, era ricomparso in un film: involontario protagonista finale di «Bowling for Columbine», dove il regista Micheal Moore lo andava a intervistare nella sua bella, sorvegliata casa di Los Angeles per contestargli il suo appoggio alla causa delle pistole facili.
Heston in effetti fu per 5 anni presidente della National Rifle Association, la potente associazione che tutela le armi e l’applicazione del Secondo Emendamento della Costituzione statunitense. Nel 2001, Heston si trovò a parlarne proprio a un evento in onore di Martin Luther King, organizzato dal Congress of Racial Equality (CORE). Il diritto alle armi, dichiarò allora, è più importante di ogni altro diritto civile perchè
il diritto di un uomo o di una donna di difendersi e difendere la sua proprietà viene prima di qualunque altro.
Identificato come un repubblicano fervente, Heston però era anche l’uomo che marciava nelle manifestazioni a fianco di Martin Luther King. In molti sensi, resta un enigma. Anche professionale: iniziò come attore shakespeariano e poi divenne l’icona dei filmoni storici d’azione, dove non gli si chiedeva la cesellatura dei personaggi.
Fu Michelangelo ne «Il tormento e l’estasi», fu il «Cid Campeador» a fianco di Sophia Loren. Nel 1973 interpetava il cardinale Richelieu nell’ironico «I tre moschettieri» di Richard Lester a fianco di Oliver Reed, Richard Chamberlain e Michael York. Negli anni ottanta e novanta lavorò parecchio, soprattutto in televisione. Ma gli appassionati dei film di fantascienza lo ricorderanno con amore per il ciclo del Pianeta delle Scimmie.
Era nato in Illinois come John Charlton Carter il 4 ottobre del 1924. Nel 1944 sposò Lydia Marie Clarke; servì tre anni durante la seconda guerra mondiale e poi tornò al teatro e alla televisione prima di approdare al grande cinema. Il trionfo arrivò nel 1959 con «Ben Hur», un film coperto da una pioggia di Oscar.
Dalla moglie, che gli è stata accanto fino alla fine, ha avuto due figli, Fraser Clarke e Holly Ann. Vinse una battaglia contro il cancro alla prostata ma nell’agosto del 2002 annunciò che aveva i primi sintomi del morbo di Alzheimer. L’anno dopo lasciò la National Rifle Association.
Un comunicato della famiglia afferma: «Nessuno avrebbe potuto chiedere una vita più piena della sua. Nessun uomo avrebbe potuto dare di più alla sua famiglia, alla professione e al suo paese. Nelle sue parole, »Ho vissuto una vita meravigliosa, ho vissuto abbastanza per due«. I funerali si terranno in forma privata.
fonte
Categorie: Agenzia
Contrassegnato da tag: Ben Hur, Charlton Heston, John Charlton Carter, morte

Anche quest’anno il Vinitaly, manifestazione tutta italiana nata nel 1967 e organizzata da Veronafiere, sembra preannunciarsi come un appuntamento irrinunciabile. La 42a edizione, che si svolgerà dal 3 al 7 aprile, infatti, vedrà coinvolti ben 4.200 espositori, su una superficie di quasi 80.000 metri quadrati.
Vinitaly proporrà una serie di appuntamenti tradizionali insieme ad alcuni eventi innovativi, in grado di coinvolgere produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e, ovviamente, visitatori – i cosiddetti Wine lover, per intenderci. La lista delle iniziative è molto ricca: si va dal Tasting Ex…Press, con i vini internazionali presentati dalle grandi testate di settore; al Trendy oggi, Big domani, la selezione delle aziende del futuro su cui investire; dal Taste Italy, la degustazione dedicata ai vini delle migliori produzioni italiane presentata ad una selezione di buyers e giornalisti esteri; alla Cittadella della Gastronomia, dove viene interpretata la migliore cucina regionale italiana. Insomma, un programma articolato e nello stesso tempo specifico, che continua anche al di fuori del quartiere fieristico. Nel palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, a fianco del municipio di Verona, si svolge ad esempio Vinitaly for You, l’enoteca serale con food e musica dal vivo, dedicata agli appassionati del buon bere.
Da sottolineare, per l’edizione di quest’anno, il rapporto sempre più stretto tra enogastronomia e ambiente: ben il 75,5% di Wine lover sostiene di interessarsi a tematiche ambientali, e di essere molto preoccupati per l’inquinamento industriale e il surriscaldamento globale. E per quanto riguarda il rapporto tra vino e ambiente? Ben nove su dieci sono convinti che “non può esistere un vino di qualità senza un territorio realmente tutelato”. E se lo dicono i Wine lover, potete crederci!
Categorie: eventi
Contrassegnato da tag: bar, barman, verona, vinitaly, vino

Verona - Dopo aver festeggiato in grande ieri, giovedì 3 aprile, insieme al Presidente della Regione Giancarlo Galan per la conquista della Medaglia d’Oro al Vinitaly 2008 con il Kerner Brut, ancora un’intensa giornata di kermesse allo stand Carpenè Malvolti. Il neo premiato 2008 e il Rosè, medaglia d’oro a Vinitaly 2005 hanno creato oggi un poker d’assi perfetto con il Prosciutto Berico Euganeo del prosciuttificio Crosare.
Domani 5 aprile 2008 gli eventi Carpené proseguiranno con la degustazione del nuovo nato Viognier accompagnato dalle ostriche di Orbetello e con la presentazione del Progetto CM, Aperol e Caffè Pedrocchi al Salone del Libro di Torino.
Le Ostriche di Orbetello, offerte da Orbetello Pesca Lagunare Srl, per mantenere inalterato il caratteristico sapore di mare vanno consumate crude vestite solo di una goccia di limone, ma sono ottime anche gratinate, in zuppa, come base di condimento di un primo piatto o fritte. Il sistema di allevamento a pelo d’acqua garantisce una eccellente ossigenazione e una salinità superiore alla media che le conferisce un sapore decisamente gradevole.
Il Progetto Carpené Malvolti con Caffè Pedrocchi al Salone del Libro consiste nel «portare» alla manifestazione di Torino un assaggio di Veneto, con un aperitivo alcolico di moda a base di Prosecco, selz e Aperol, lo Spritz, che verrà servito ai visitatori dello storico Caffè Letterario riprodotto all’interno della manifestazione.
Veneto che è stato protagonista anche questa giornata quando a sorpresa il team degli Chef Veneti della Federazione Italiana Cuochi, si sono presentati allo stand (pad.5, B5), per consegnare un diploma a Carpenè Malvolti. Un riconoscimento che insieme alla medaglia d’oro 2008, contribuisce a festeggiare nel migliore dei modi l’evento del 140°. Nel frattempo lo staff di Carpené Malvolti si è divertito a far «giocare» i sommelier AIS e Fisar sottoponendo loro una scheda con tre domande sui prodotti dell’azienda di Conegliano. I primi 50 sommelier che hanno visitato lo stand Carpené e che hanno risposto correttamente alle suddette domande sono stati omaggiati di una bottiglia del neonato Viognier. La giornata di Carpené Malvolti non si conclude tra gli stand. La storica azienda di Conegliano festeggia 140 anni di attività con un incontro conviviale riservato ai distributori esteri provenienti da 46 Paesi e ai partners commerciali. Per ogni giorno di fiera inoltre allo stand Carpenè sono previsti assaggi degli spumanti e dei distillati della casa. Le degustazioni si terranno ogni giorno dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 18, fino a lunedì.
fonte
Categorie: notizie da sapere

(AGI) - Trieste, 2 apr. - Uno stand di 400 metri quadrati, oltre 200 aziende presenti, quasi 300 vini ‘in esposizione’.
Numeri che testimoniano le forze messe in campo dalla regione Friuli Venezia Giulia per presentarsi al Vinitaly, kermesse del mondo vitivinicolo in programma dal 3 al 7 aprile a Verona.
Celebrato dallo slogan ‘Terra di Grandi Vini Bianchi’ il vigneto Friuli si presentaal padiglione 6 di Veronafiere con la convinzione che l’eccellenza della propria produzione vitivinicola e agroalimentare rappresenti un biglietto da visita fondamentale per promuovere l’intero territorio del Friuli Venezia Giulia. Nel grande stand la regione espone al piano inferiore, cuore dello spazio, un ‘banco d’assaggio’ di oltre 30 metri, gestito dai nove consorzi di tutela, dalla FederDoc FVG e dalla TurismoFVG. Le aziende vitivinicole presenti sono 211, con 287 etichette, molte delle quali rappresentano produzioni autoctone. ‘Terra di grandi vini bianchi’ esprime la volonta’ di puntare sulle specificita’ enologiche che hanno permesso al Friuli Venezia Giulia di primeggiare, a livello qualitativo, sia Italia sia nel mondo.
Tra i momenti piu’ significativi spiccano i Laboratori dei sapori, appuntamenti di degustazione e conoscenza dei vini e dei prodotti tipici regionali, che hanno sempre riscosso grande successo sia tra operatori e giornalisti sia tra i visitatori.
Il palinsesto prevede una media di circa tre eventi enogastronomici al giorno, per un totale di 17 laboratori suddivisi nei cinque giorni di fiera. Si va dall’incontro tra il classico prosciutto di San Daniele e il Tocai Friulano - un laboratorio che verra’ ripetuto per quattro volte a beneficio dei buyer stranieri - al pregiato accostamento asparago bianco friulano - vini del Collio, senza dimenticare il ventaglio di proposte ‘dolci’ a disposizione, con il Ramandolo e il Picolit pronti a dominare la scena. La star di questi attesissimi momenti enogastronomici non poteva che essere il Friulano, protagonista assoluto di cinque dei 17 appuntamenti tematici.
Accanto al re dei suoi vini bianchi, il Vigneto Friuli - territorio vitivinicolo nel quale confluiscono i nove consorzi Doc e Docg della regione - schierera’ tutti i suoi gioielli in bottiglia: la Ribolla Gialla, la Vitovska, la Malvasia, ma anche vitigni internazionali quali il Sauvignon, il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, lo Chardonnay. Se sui bianchi e’ imperniata la strategia promozionale del Vigneto Friuli, non poteva mancare una rappresentanza di vini rossi del Friuli Venezia Giulia, che verranno presentati nell’arco di tutta la manifestazione. (AGI)
Categorie: notizie da sapere
Contrassegnato da tag: ais, trieste, vinitaly, vino
La cittadina dell’Umbria ospiterà a a Villa Fidelia, dal 16 al 18 maggio, una manifestazione unica in Italia: dopo Eurochocolate la regione diventa la patria di “Caffestival”
La piccola Spello, gioiello dell’Umbria, si sa muovere bene per promuovere e rinverdire la sua immagine con incursioni impensabili in una varietà di campi. Dalla promozione politica, quella con il discorso di apertura della campagna elettorale di Veltroni, a quella del gusto.
Il primo grande evento dedicato al mondo del caffè in Italia si terrà infatti a Villa Fidelia di Spello dal 16 al 18 maggio prossimo.
La manifestazione
“Caffestival” è destinata non solo agli operatori del settore ma anche ai consumatori, che potranno conoscere le varie realtà della torrefazione italiana.
Accanto al caffè,
ci saranno i liquori a base di e per il caffè, il latte per il cappuccino, il cioccolato ed anche il sigaro toscano.
Noti maestri della cucina daranno la possibilità di assaggiare
prelibatezze gastronomiche declinate intorno al caffè.
Con la prima edizione saranno premiati i vincitori dei concorsi letterario e cinematografico dedicati alla bevanda: Caffè Noir premierà il migliore breve racconto inedito noir (presidente di giuria, lo scrittore Carlo Lucarelli); Caffè Corto, invece, selezionerà tre cortometraggi dedicati al caffè.
Aprirà la manifestazione un convegno internazionale dedicato al caffè ed alle sue declinazioni . Nell’occasione Villa Fidelia ospiterà la mostra “Espresso made in Italy”, su storia, cultura e design della macchina da caffè espresso della Collezione Enrico Maltoni.
fonte
Categorie: notizie da sapere
Contrassegnato da tag: caffè, caffè festival, spello, umbria

Con il nome di American Bar vengono indicati tutti quei locali in cui si consumano principalmente cocktail, bevande miscelate o superalcolici.
Il termine iniziò a diffondersi in America negli anni Trenta del XX secolo, quando i cocktail cominciarono a prendere piede sempre più negli Stati Uniti: il 5 dicembre 1933, con l’approvazione del XXI emendamento, si concluse infatti l’era proibizionista, e il mercato dei liquori trasse nuova linfa proprio dalle bevande miscelate.
Rapidamente la moda si diffuse anche in Europa, dove numerosi gestori di bar ribattezzarono American Bar i propri locali, sebbene non sempre tali locali fossero dediti esclusivamente alla vendita di cocktail.
Di solito l’American Bar ha un importante banco bar con degli sgabelli sul fronte e richiede del personale specializzato (i cosiddetti barman) per il servizio.
Una curiosità: il più antico American Bar in Europa è quello del Savoy Hotel di Londra: fu aperto nel 1898, quando vennero introdotti per la prima volta i cocktail nella capitale britannica.
Per rendersi conto di quanto questo tipo di locale sia diffuso, anche in Italia, basta scrivere la parola American Bar in Internet, e spulciare la lunga lista di nomi che compare. Per concludere, qualora voleste approfondire l’argomento, un’ottima lettura a proposito di American Bar potrebbe essere quella del libro Severo American Bar di Signorini.
Categorie: bar & economia
Contrassegnato da tag: american bar, bar