Lo storico Hotel Calabresi ospiterà il Concorso per aspiranti barman indetto dall’A.I.B.E.S.

San Benedetto del Tronto | Sono 80 i concorrenti provenienti da Marche Abruzzo e Molise che si sfideranno mercoledì 28 maggio alle ore 14,00 a colpi di Frozen, Flaer, long drink e tanto altro ancora…!

Si è svolta stamane alle ore 12,00 circa presso il Caffé Florian, di San Benedetto del Tronto, la presentazione del Concorso 2008 organizzato dall’A.I.B.E.S. Associazione Italiana Barman e Sostenitori che si terrà nella giornata di mercoledì 28 maggio alle ore 14,00 presso lo storico Hotel Calabresi.

Il Concorso è aperto a tutti gli iscritti all’A.I.B.E.S i quali dopo esser stati selezionati, hanno partecipato a specifici corsi di formazione, destinati comunque non soltanto ad esperti del settore, ma anche ad imprenditori del settore ed a tutti coloro che vogliono saperne di più.

“Il Concorso è interregionale, Marche Abruzzo e Molise le regioni in gara – tiene a precisare Carlo Del Duca, illustre rappresentate delA.I.B.E.S. – dove saranno 4 le categorie in gara e precisamente:
– categoria Emergenti, dedicata ai ragazzi frequentatori di corsi di primo livello i quali, durante la gara dovranno preparare un cocktail estratto a sorte tra diversi 12 tipi scelti da una apposita giuria (i sambendendettesi in gara sono 12);
– categoria Aspiranti Barman: composta da ragazzi di età non superiore ai 28 anni i quali si esibiranno nel “Frozen”, che è ben diverso dal free style dove lo spettacolo delle bottiglie, purtroppo mina la qualità finale della bevanda destinata al consumatore – precisa Del Duca- al contrario la propria associazione ha  un’impostazione senz’altro più classica, ragion per cui ha sposato il Frozen in quanto modo veloce di lavorare ove però si cerca di salvaguardare la qualità del prodotto. Questo tipo di lavoro è particolarmente indicato ai barman delle discoteche.
la terza categroia è dedicata ai long drink:mentre la quatra ai pre dinner”

Tutti partecipanti verranno giudicati, in un primo momento, da una giuria tecnica o di qualità composta da membri illustri del settore i quali in base a 10 specifiche competenze voteranno il proprio prescelto; in seguito il giudizio passerà ad un giuria degustativa, la quale esprimerà un giudizio sicuramente obiettivo se si pensa che i membri voteranno la perforfance sulla base di una degustazione del cocktail numerato e dunque anonimo.

I vincitori si contenderanno la finale nella città di Sanremo.

E’proprio a questo punto che interviene l’Assessore alle attività produttive di San Benedetto del Tronto il quale, dopo aver espresso la propria ammirazione per l’A.I.B.E.S in quanto realtà legata all’ aspetto produttivo ma anche e soprattutto a quello creativo, non esita a proporre alla stessa associazione di scegliere la città di San Benedetto del Tronto quale scenario per la finalissima del concorso, avendo tutte le carte in regola per rappresentare l’evento.

Del Duca risponde esprimendo e ricambiando la propria ammirazione per il Comune di san Benedetto del Tronto ove “il Palacongressi rappresenta una struttura sicuramente interessante e consona per ospitare questo tipo di concorso”.

“La vittoria di qualunque barman è il cliente che torna giorno dopo giorno” – ha commentato Del Duca il quale con estrema soddisfazione ha presentato oltre al concorso, la filosofia su cui si basa l’associazione da lui rappresentata, un’associazione che nasce per volere degli stessi clienti nel lontano 1949.

L’iscrizione all’A.I.B.E.S. è aperta a tutti, esperti e appassionati, mentre per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei propri genitori.
“Non dimentichiamo che il fulcro della nostra formazione è l’alcool che purtroppo sempre più spesso è associato ad eventi di cronaca nera.

Proprio rispetto a questo problema cerchiamo di dare una formazione a 360 gradi in modo che i futuri barman comprendano i rischi e si formino una coscienza capace di monitorare i propri locali ed evitare situazioni spiacevoli. Non dimentichiamo che i barman rispondono ad un preciso codice deontologico non che a sanzioni penali nel caso in cui si verifichino eventi in danno dei propri clienti”.

Tanto è vero che nel 2007, in collaborazione con il Ministero delle politiche giovanili nella persona dell’ex Ministro Giovanna Melandri, è stata attivata una campagna sociale pubblicitaria volta a far conoscere meglio l’alcool proprio per, attraverso un’informazione efficace, evitare che le persone ne abusino.

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Nei bar è boom per le creme fredde

Il prodotto, ideale per la stagione estiva, garantisce ottimi margini di guadagno con un investimento limitato
Giovanna Morselli – FUORICASA EASYBAR
20 Maggio 2008

Fino a qualche anno fa non esistevano neppure. Ora sembra che non se ne possa più fare a meno, soprattutto d’estate. Le creme fredde, inizialmente pensate come sostitutivi del caffè durante la stagione calda, si sono via via sempre più differenziate ampliando la gamma con gusti accattivanti e facendo crescere il settore in maniera esponenziale. Si pensi, per fare un esempio, a Natfood, azienda emiliana leader di mercato, che è passata dai 2 milioni di porzioni di creme fredde del 2005 ai 30 milioni di porzioni nel 2007, prevedendo un’ulteriore crescita nel 2008. La stessa proliferazione di produttori grandi e piccoli di preparati liofilizzati per granitori è indice dell’attrattività di questo mercato. Si può oggi dire che le creme fredde si siano pian piano ritagliate spazi sempre più rilevanti nelle abitudini di consumo degli italiani, divenendo anche un valido sostituto di altri prodotti tradizionali: per esempio le creme al caffè al posto dell’espresso e quelle allo yogurt con aggiunta di frutta e cereali come sostituivi del pasto.

Un mercato in via d’espansione
Ma il mercato è tutt’altro che saturo. Come spiega Roberto Pregnolato, group product manager di Antica Gelateria del Corso, «esistono ancora dei margini di crescita, legati perlopiù alla diversificazione dei gusti (con le relative proposte di ricette) e delle occasioni di consumo. Le creme fredde si prestano a innumerevoli interpretazioni e saranno in futuro sempre più presenti nei consumi fuoricasa». Ed ecco quindi che le aziende attente ai trend si sbizzarriscono con proposte sempre più innovative e soprattutto sempre più vicine all’esercente: oltre ad Antica Gelateria del Corso, che con il suo Gelato da bere offre semplicità di esecuzione, razionalizzazione degli spazi (grazie all’utilizzo di una sorbettiera piccola e versatile), ci sono, tra gli altri, Natfood con un ampio catalogo i cui prodotti di punta sono Espressino Freddo, Cremosito e Mascarpone Latino; Eraclea, con Crema Eraclea al caffè e Yoclea fra le sue numerose proposte; Sirea, che punta su Crema al caffè e all’innovativo Orzoshake, bevanda cremosa a base d’orzo da preparare con il mixer.

Un investimento limitato
Le aziende, ognuna con modalità diverse, richiedono investimenti minimi, spesso offrono il granitore in comodato d’uso e garantiscono ottimi margini di guadagno. Per Sirea l’investimento va da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 2.200 euro e consente un fatturato da 5.000 a 15.000 euro; secondo Natfood si parte con 700 euro e si guadagna 4 volte tanto; Antica Gelateria del Corso prevede un fatturato annuale di circa 4.000 euro con il 70% di margine per l’esercente. Le aziende fornitrici offrono anche molto supporto in termini di materiale di comunicazione, che senza dubbio incuriosisce il consumatore. Ma, come afferma Lorenzo Losappio, product manager di Sirea, «bisognerebbe introdurre in fase di inserimento una prova d’assaggio, cioè offrire gratis ai clienti per 2-3 giorni una piccola degustazione del prodotto: il riscontro da parte dei consumatori è pressoché immediato».

Consigli utili

Più gusti e più momenti
Proporre un’ampia gamma di gusti e diversificare le occasioni di consumo: le creme fredde non prendono più solo il posto del caffè ma diventano anche sostitutivi del pasto o dei “rompidigiuno” durante la giornata.

Messo in bella mostra
Il prodotto deve essere visibile: al consumatore si deve offrire quindi non solo qualità ma anche completezza dal punto di vista di gamma e materiali di comunicazione.

Ci credo se lo vedo
Spesso il problema per il bar è trovare una collocazione al granitore, che un po’ di spazio lo occupa. Anche se molte aziende si stanno attrezzando in questo senso, proponendo apparecchi sempre meno ingombranti, si tenga comunque presente che la preparazione a vista rassicura il cliente e sviluppa le vendite.

All’opera con fantasia e malizia
Il barista deve metterci del suo per incrementare le vendite: il valore aggiunto è dato infatti dalla sua fantasia e professionalità nel trasformare la crema utilizzando topping e decorazioni. Fondamentale – come sempre in caso di novità – offrire una prova d’assaggio gratuita.

Barman Italiano Trionfa al 12 Trofeo Internazionale ”Calvados Nouvelle Vougue”

Samuele Ambrosi si è recentemente imposto nella categoria “Barman Professionisti” del 12° Trofeo Internazionale “Calvados Nouvelle Vogue”, svoltosi a Deauville, in Normandia.

l barman italiano Samuele Ambrosi si è recentemente imposto nella categoria “Barman Professionisti” del 12° Trofeo Internazionale “Calvados Nouvelle Vogue”, svoltosi a Deauville, in Normandia. Questo concorso, che ha visto aderire all’edizione di quest’anno 73 partecipanti di 13 Paesi diversi, ha fin dalla sua nascita l’obiettivo istituzionale di promuovere l’utilizzo nel bere miscelato del Calvados (la storica, pregiata acquavite normanna ottenuta dalla lavorazione delle mele locali).

Samuele Ambrosi, che presta servizio presso il bar “Sporting” di Caorle (Venezia), ha trionfato nella categoria più importante del Trofeo, quella riservata ai “Barman Professionisti”; la sua ricetta vincente, chiamata Sous le Soleil de Normandie, è così composta:

3,5 cl. di Calvados;
1,5 cl. di Aperol;
2 cl. di purea di lampone;
6 cl. di succo fresco d’ananas;
2 cl. di Grand Marnier;
elaborazione con lo shaker.

Nelle altre due categorie internazionali del Trofeo, quella “Allievi Barman” e quella “Giornalisti” (anche la stampa si è cimentata al bancone!), hanno conseguito il primo posto, rispettivamente, la norvegese Silje Takle, con il cocktail Eng – Ler, e il francese Gérard Houdou, con il cocktail Tentation.

Per l’Italia, quello di Deauville è un altro riconoscimento professionale molto prestigioso a livello mondiale; è inoltre uno stimolo puntuale e creativo per sviluppare l’utilizzo in miscelazione del Calvados, il distillato di mele A.O.C. (Appellation d’Origine Contrôlée) che nel nostro Paese ha ancora una diffusione limitata, ma che gradualmente continua a crescere da oltre 15 anni.

Si terrà a morbegno il Prosimo corso di sommelier primo livello

La delegazione AIS di Sondrio ha programmato dall’ 8 settembre al 27 ottobre prossimi , per un totale di 15 lezioni, un nuovo corso per sommeliers 1° livello che si svolgerà a Morbegno presso il Wine Bar La Tavernetta, Via Vanoni 64. Il corso si svolgerà in orario serale dalle 21,00 alle 23,00 nelle giornate di lunedì e giovedì

Il corso – indispensabile per gli addetti ai lavori – è aperto anche agli appassionati che vogliono accrescere la propria cultura enogastronomica. Storie di vigne, di tradizioni, di donne e uomini, di cultura millenaria, si nascondono dietro una semplice bottiglia di vino. I sommeliers sono il trait-d’union tra produttore e consumatore, per conoscere ed informarsi su ciò che di buono e di interessante viene posto in commercio, per proporlo ai clienti e agli amici più attenti e preparati, ormai non più disposti alle approssimazioni di un tempo. Essere sommelier significa avere nuove opportunità di lavoro, ma ciò costituisce anche un’occasione da non perdere per iniziare ad accrescere la propria cultura nello splendido ed entusiasmante mondo del vino e per apprendere “l’arte del bere giusto”.

Si ricorda che il 1° livello non è altro che l’inizio di un percorso per diventare sommelier, per imparare a conoscere, degustare, apprezzare e servire al meglio il vino, nel massimo rispetto del prezioso contenuto della bottiglia. Si ricorda che tutte le lezioni sono tenute da relatori specializzati e abilitati. I primi passi iniziano con il vigneto e quindi con la scoperta della viticoltura, i segreti del territorio, del clima, i sistemi di impianto, la personalità dei vitigni. Poi ci si sposta in cantina con tre lezioni di enologia che spaziano dalla produzione del vino alla sua composizione, ai diversi metodi di vinificazione (in bianco, in rosso, in rosato, la macerazione carbonica per i vini novelli), ai vini spumanti e a quelli liquorosi, per poi imparare a riconoscere i difetti, le alterazioni e le malattie, tra cui il principale difetto che può avere un buon vino, quello dell’odore e sapore di tappo. Seguono tre lezioni indispensabili per apprendere la tecnica della degustazione e conoscere il linguaggio comune che assieme ad una metodologia unica consentono di valutare il vino mediante l’analisi sensoriale e la sua descrizione su apposite schede. Successivamente si gettano le basi per una prima conoscenza dei vini e dei vitigni italiani, soprattutto quelli valtellinesi e lombardi. Un’apposita lezione è dedicata alla legislazione vitivinicola per imparare a leggere il significato di quanto sta scritto in una etichetta. Si affrontano poi in due lezioni argomenti di grande attualità e interesse quali quelli relativi alle birre e ai distillati, con relativa analisi sensoriale. Un primo assaggio di quelli che saranno gli argomenti del terzo livello viene fornito con una lezione di enogastronomia, particolarmente dedicata alla tecnica dell’abbinamento cibo-vino ossia l’accostamento del vino più adatto a una determinata preparazione secondo l’esclusiva metodologia messa a punto dall’AIS. Due lezioni (la prima e l’ultima) sono infine riservate alle tecniche di servizio, stappatura della bottiglia e decantazione del prezioso nettare di Bacco, alle temperature di servizio dei diversi vini, alla successione dei vini a tavola, alla organizzazione della cantina. Infine si andrà a visitare una azienda vitivinicola per verificare sul posto le metodologie di produzione e approfondire le basi della tecnica della degustazione. A conclusione del corso una apposita lezione approfondirà gli argomenti trattati mediante la compilazione di un test e l’analisi organolettica di un vino. Si tratta di una autovalutazione (non di un esame) da parte dei corsisti delle proprie conoscenze e abilità acquisite durante il corso. Gli esami veri e propri saranno invece quelli che verranno sostenuti dopo il terzo livello per acquisire il diploma di sommelier e relativa abilitazione alla professione.

La quota di partecipazione è di Euro 450,00 + Euro 110,00 d’iscrizione obbligatoria all’Ais nazionale e all’Ais Lombardia. Ai corsisti del 1° livello verrà fornito un ricco materiale didattico, recentemente rinnovato nei contenuti e nella grafica, consistente in due volumi che trattano le nozioni generali, la tecnica della degustazione, il mondo del sommelier, assieme ad una elegante valigetta coi bicchieri da degustazione e gli strumenti del sommelier. Chi fosse interessato al corso può contattare per informazioni o iscrizioni: Natale Contini (335.5299403 – 0342.215789 natalecontini@libero.it) oppure Alfio Gianoli titolare del Wine Bar La Tavernetta 0342.611007.

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Alcol, la Polstrada triplica i controlli

Aumentano sulle strade le verifiche con l’etilometro. E calano le vittime: 101 in meno da ottobre a oggi

Controlli con l’etilometro effettuati dalla polizia stradale (Ansa)

MILANO – Nonostante le carenze d’organico (12 mila agenti per controllare 400 mila km di strade), la Polstrada è riuscita a intensificare i controlli con gli etilometri nell’intento di punire chi si mette al volante con un tasso alcolemico superiore agli 0,50 gr/litro. Nei primi 4 mesi del 2008 ha effettuato 404.349 controlli; nello stesso periodo del 2007 i soffi nel misuratore dell’alcol si fermarono a quota 101.438, l’incremento è quindi del 298,6%.

2 MILIONI DI CONTROLLI – «Certamente un bel risultato- afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, il sodalizio degli agenti della Stradale – specie se si considera che ai controlli della Specialità della Polizia di Stato, andranno poi aggiunti quelli dei carabinieri e delle polizie locali. Calcoli alla mano la sola Polstrada potrebbe arrivare a toccare e superare 1.200.000 verifiche nell’anno. L’obiettivo di 2 milioni di controlli antialcol nel 2008, alla fine, potrebbe essere meno lontano di quel che si pensa. In pratica se nel 2006 le probabilità di controllo per i 35 milioni di patentati italiani erano di una volta ogni 170 anni di possesso patente, nel 2007 si è passati ad una possibilità teorica di verifica ogni 44 anni. Nel 2008 si potrebbe arrivare ad una ipotesi di controllo una volta ogni 17 anni. Insomma, rispetto a due anni fa, le possibilità di soffiare in un etilometro potrebbero aumentare in Italia di ben 10 volte: con tante vittime della strada in meno in meno».

LA TABELLA: i controli e il calo degli incidenti

LA CONFISCA DELLE PATENTI – All’Asaps si sostiene che si potrebbe fare ancora meglio. «Si potrebbe e lo si dovrà fare con un ulteriore incremento delle verifiche alcolemiche – dice Biserni -, fino ad arrivare ai 5-6 milioni di controlli l’anno come in altri paesi Ue, produttori di alcol come noi, ma più attenti di noi alla tutela della vita. Forte potrebbe essere anche il contributo della previsione della confisca delle auto ai conducenti che superano il valore di 1,5 g/l, se approvata dal legislatore. Ai controlli devono seguire condanne senza sconti. «Troppo spesso – sostiene Biserni – conducenti ubriachi in attesa del giudizio del tribunale riottengono la patente dal giudice di pace che sospende il provvedimento del prefetto. In attesa di un processo, che non si sa quando si farà, soggetti che possono essere rischiosi continuano a guidare. Per questo auspichiamo che i colpevoli di guida in stato di ebbrezza da alcol o sostanze vengano processati con rito immediato, in modo da evitare che le patenti, in pendenza di giudizio, possano essere restituite anche a persone sorprese alla guida con 2 g/l di alcol nel sangue».


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LE VITTIME – L’osservatorio Asaps/il Centauro, ha contato dal 3 ottobre 2007 (quando è entrata in vigore la legge 160) a tutto aprile 2008, ben 171 vittime in meno nei soli fine settimana. Fra i giovani sotto i 30 anni i morti in meno sono stati 101, un calo che sfiora il 25%.

Nestore Morosini

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Ais, ecco il primo gruppo di sommelier made in Cilento e Vallo di Diano

( 3-mag-08 ) – È nata da poco meno di due anni ma nei giorni scorsi ha già varato il primo gruppo di sommelier, che hanno superato l’esame di qualificazione professionale dopo aver frequentato i tre livelli del corso, tra le due sedi di Agropoli e Policastro.

A guidare la neonata delegazione del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e a dirigere i percorsi formativi che sono tuttora in svolgimento a Capaccio Paestum è Maria Sarnataro, punto di riferimento della cultura del vino per l’area a sud di Salerno, un territorio ricco di realtà dinamiche e di aziende che si stanno imponendo per la crescente qualità delle proprie bottiglie.

L’Ais o Associazione italiana sommelier, fondata a Milano nel 1965 e con il riconoscimento giuridico nel 1973, rappresenta il più autorevole organismo di formazione italiano per il sommelier che opera nel mondo della ristorazione ma costituisce anche un elemento trainante del movimento enogastronomico italiano, diffondendo la cultura del vino in modo competente e approfondito. Il duplice percorso ha contribuito, in oltre 40 anni di attività, a valorizzare l’immagine del vino italiano e a rivalutare la professione del sommelier fino a poco tempo da inesistente in Italia.

Negli ultimi due anni la sezione territoriale Campania si è arricchita di una nuova e vitale presenza con la delegazione dell’area protetta del Cilento e Vallo di Diano che, dopo il primo successo, ora punta ad ampliare il numero di soci e a formare presto altri sommelier, curando nello stesso tempo anche l’aspetto delle visite in azienda, delle degustazioni guidate, dei seminari a tema e degli incontri di presentazione delle più interessanti novità enologiche.

Per informazioni: dott.ssa Maria Sarnataro, tel. 338-9296146.

Corso per barman, promosso da Ascom Cremona

10 lezioni dal 19 al 30 maggio 2008

L’attuale scenario economico, caratterizzato da forte concorrenza e sempre minor propensione al consumo, vede affermarsi, anche nel settore dei pubblici esercizi, i valori competitivi della preparazione e della professionalità. Confermando attenzione alle esigenze della formazione continua e del costante aggiornamento il Gruppo dei Pubblici Esercizi e l’Associazione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della Provincia di Cremona promuovono, dal 19 al 30 maggio 2008, un corso per Barman. La partecipazione è aperta a quanti, per ragioni lavorative oppure per diletto, vogliano avvicinarsi o già esercitino la professione. In 10 lezioni serali, teoriche e pratiche, dalle 19.30 alle 23.30, si potranno, infatti, acquisire competenze estese dalla conoscenza delle attrezzature alla mise en place, dalla preparazione di aperitivi, cocktails e long drink fino alla somministrazione di bibite e birra, vini, spumanti e champagne, distillati e liquori. Ed ancora saranno svelati tutti i preziosi segreti della caffetteria e le profumate alchimie dei cocktail di tendenza. Gli incontri si terranno nella Sala Barman, appositamente attrezzata per ospitare corsi destinati alla formazione professionale, presso la sede dell’ASCOM, in via Manzoni 2, a Cremona.

Per informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere all’ufficio segreteriadell’Associazione (referente Matteo Ramella, tel. 0372/567611) oppure, attraverso internet, consultare l’indirizzo web http://www.ascomcremona.it.

Associazione
del Commercio, del Turismo e dei Servizi
della Provincia di Cremona

Palazzo Vidoni
Via Manzoni, 2 – 26100 Cremona
Tel. 0372/567611 Fax 0372/567630